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Educazione Sessuale: non è mai troppo presto

Negli ultimi giorni grazie alle parole del Papa (sul cui merito non entro e che tra l’altro sono state travisate dalla maggior parte dei mezzi di comunicazione), si è tornato a parlare di educazione sessuale a scuola.

Mi fa piacere che finalmente si colga questa occasione e se ne discuta pubblicamente, occupandomene ormai da una quindicina d’anni nella duplice veste di insegnante e Psicologa specializzata in Sessuologia Clinica, iscritta anche in qualità di Esperto in Educazione Sessuale all’Albo istituito dalla F.I.S.S. (Federazione Italiana di Sessuologia Scientifica).

Nonostante da decenni ricorrentemente se ne parli, in Italia non si è mai resa obbligatoria l’educazione sessuale nelle scuole, come invece succede in altri Paesi.
Sebbene la maggior parte degli adulti ritenga di aver avuto da parte dei genitori un’educazione sessuale insoddisfacente, ancora oggi i bambini a cui i genitori non hanno mai parlato seriamente di sessualità sono in numero di gran lunga superiore a quello dei bambini con cui i genitori ne parlano con serenità. Spesso ci si nasconde dietro all’alibi di non possedere conoscenze scientifiche sufficienti o di non saper trovare il linguaggio adeguato. In realtà, l’educazione sessuale non è scissa né scindibile dall’educazione globale della persona e dall’educazione emotiva e affettiva in particolare. Il non parlare di sesso in casa potrebbe far percepire al bambino la sessualità come qualcosa di negativo e di cui non deve parlare con i genitori. Invece è essenziale che il bambino sappia di essere autorizzato a chiedere spiegazioni a mamma e papà anche in questo ambito, potendo parlare di ciò che sa o di ciò che vuole sapere senza imbarazzo o timore.
Molteplici sono i progetti di educazione emotiva, relazionale-affettiva e alla sessualità che ho effettuato nel corso degli anni in scuole di vario grado, ma ritengo che l’istituzione scolastica dovrebbe intervenire solo in seconda battuta, come complemento all’ impegno dei genitori perchè sono convinta che, per il benessere presente e futuro di bambini e ragazzi, spetterebbe soprattutto alla famiglia farsi carico di queste tematiche, pienamente e senza rimandare nel tempo o delegare ad altri.

Per chi è interessato a conoscere le proposte della F.I.S.S. per un percorso uniforme su tutto il territorio nazionale e ciò che viene fatto nelle scuole degli altri Stati europei può essere utile consultare il sito: http://www.fissonline.it

Per conoscere la posizione della F.I.S.S. sul dibattito relativo ai supposti rischi dell'educazione sessuale sulla libertà di religione: http://www.fissonline.it

Infine, per sorridere con l’educazione sessuale vista da Luciana Littizzetto, potete cercare le innumerevoli versioni sul web del video della puntata di “Che tempo che fa” di ieri, 16 gennaio 2011.

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